La voce della scienza: Silvia Bencivelli Pubblicato il 27 Febbraio 2023 La protagonista della puntata è Silvia Bencivelli, giornalista e divulgatrice scientifica, conduttrice radiotelevisiva, docente e scrittrice. Pisana d’origine, Silvia si è laureata in Medicina nel nostro Ateneo nel 2002, proseguendo il suo percorso con un Master in comunicazione della scienza. Da quasi vent’anni collabora con la Rai ed è una delle voci più note e apprezzate a parlare di scienza in radio e tv, podcast, pubblicazioni ed eventi dal vivo. È diventata una dei conduttori di Pagina3, la rassegna stampa culturale di Rai Radio3, dopo una lunghissima collaborazione con Radio3 Scienza, e ha realizzato numerose serie radiofoniche. Collabora con Rai 3 e Rai scuola, scrive per quotidiani e riviste tra cui la Repubblica, D di Repubblica e il Venerdì, Le Scienze, Mente e cervello, Focus, Wired. Insegna giornalismo scientifico alla Sapienza di Roma e in altri master e percorsi formativi. Ha pubblicato diversi libri, l’ultimo in uscita a maggio di quest’anno. Ascolta la puntata del podcast dedicata alla storia di Silvia: Leggi il testo dell’intervista Benvenuta, grazie per essere con noi. Raccontaci, com’era Silvia studentessa di medicina a Pisa? Diligente di giorno, estroversa di notte. Ho studiato tanto, troppo, e a rivedermi oggi sarebbe stato meglio metterci più leggerezza. Però mi sono divertita: avevo compagni di corso simpatici, ottimi docenti, e ho imparato molto di più di quello che si legge sui libri o si vede in una corsia di ospedale. Dopo la laurea, qual è il percorso che ti ha portato a diventare giornalista scientifica? Non è stato un percorso: è stata una fuga! Non volevo lavorare in clinica, forse avrei potuto fare la scienziata (ma in tesi ho capito di no), oppure la politica (ma non sapevo come) e ho avuto la fortuna di essere indirizzata verso un master in comunicazione della scienza al quale, inaspettatamente, sono stata ammessa. I medici in genere fanno i medici, e anche lì non ne erano mai passati prima…Invece è andata bene. Soprattutto, lì ho incontrato un maestro vero, che mi ha indirizzato secondo le mie attitudini e ha saputo farmi recuperare la leggerezza di cui sopra. La volete sapere tutta? Non era nemmeno laureato! Che consigli daresti a chi vuole lavorare nel giornalismo scientifico? Il giornalismo oggi non se la passa benissimo: suggerirei di dare un occhio alla comunicazione in senso più ampio, perché le cose stanno cambiando rapidamente e si stanno aprendo nuove possibilità creative e produttive. Soprattutto, ma vale un po’ per tutti, suggerirei di pensare che niente resta immutato: non si devono prendere decisioni esistenziali gravi basandosi sull’esistente, perché domani salterà fuori un nuovo medium, un nuovo linguaggio, un nuovo tema, o forse saremo noi a proporlo. E in ogni caso, dovremo essere pronti a cambiare. Silvia in compagnia della presidente della Repubblica di Mauritius Qualche anticipazione sul nuovo libro che stai scrivendo? Già scritto e consegnato, uscirà il 16 maggio. Tratta di medicina e di esperimenti spericolati: mi sono molto divertita a scriverlo e sono abbastanza certa che sarà divertente anche da leggere. In filigrana, però, ci sono temi enormi legati al rapporto tra scienza e società e comunicazione (e persino propaganda), temi etici pesanti come macigni e un’evoluzione inevitabile verso una maggiore condivisione della conoscenza. Se potessi tornare indietro nel tempo a quando eri una studentessa che consiglio ti daresti? Di disubbedire ai miei genitori. Ma con il sorriso…